A volte riaprono

E’ proprio così. Succede che nel 2012 noi torinesi si abbia ancora qualche difficoltà nel capire come fare le cose per bene -parlo di turismo, s’intende. Certo negli ultimi anni ne abbiamo fatti di passi avanti, ma ancora molto è da fare.
Un posto di cui non abbiamo ancora capito bene che farcene è la Palazzina di caccia sita in un’amena frazione del comune di Nichelino. Vi si arriva tramite uno stradone posto ai limiti di Torino, chiuso scenograficamente dall’elegante casino che si erge in fronte a un parterre di broderie. Non è la Francia: benvenuti a Stupinigi.
La storia della residenza è piuttosto semplice. Negli anni in cui imperversa Vittorio Amedeo II, non dovendosi più preoccupare del suo acerrimo nemico, il Re Sole, il sovrano elevato da poco a re di Sardegna incarica il fido Juvar(r)a di progettare una “palazzina” per gli svaghi venatori; evidentemente Venaria non bastava più. Così dal 1729 iniziano i lavori per la realizzazione di una delle più eccezionali architetture reali piemontesi, nella frenesia di cantieri vittorioamedeiani che ebbe pari solo a quelli della reggenza di Cristina di Francia.
Come per Rivoli, anche qui ci si dà da fare con i principali artisti di quegli anni: Crosato, i fratelli Valeriani, Carlo Van Loo, e poi i Cignaroli, Wehrlin, i Rapous, Antoniani, Olivero, Milocco, tra i pittori; Piffetti, Prinotto, Bonzanigo, Galletti, tra gli ebanisti; Francesco Ladatte realizza il grandioso cervo posto sulla cupola che sovrasta il salone centrale, vero punto focale della costruzione da cui dipartono i bracci a croce di Sant’Andrea per gli appartamenti, e fuori le rotte che portavano alla riserva di caccia. Una delle più belle invenzioni di Juvarra.
A descriverla, un posto incredibile, degno dei più alti onori. E invece..

E invece è proprio il presente ad essere complicato e oscuro. La Palazzina, curata nella conservazione dalla Soprintendenza ai Beni storici, artistici ed etnantropologici, è di proprietà dell’Ordine Mauriziano, antico ordine cavalleresco fondato da Amedeo VIII nel XV secolo e ora assistenziale, che non naviga in buone acque. Chiusa per restauri, subì nel 2004 l’onta di un furto clamoroso di alcuni tra i mobili più pregiati, miracolosamente rinvenuti in un prato di Villastellone l’anno succesivo, alcuni danneggiati.
La Palazzina ha riaperto le porte nel novembre del 2011, salvo poi richiuderle il 9 aprile. Ora la versione ufficiale è questa: apertura SOLO il sabato e la domenica, con le stesse modalità di prima, e cioè visite SEMPRE guidate, durata circa 75 minuti, costo 12 euro, gratuito con la carta musei.
Qui tutte le info che non sto a trascrivere perché sono troppe!
http://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/6/cultura-e-societa/1117/stupinigi-tempo-primo-tesori-ritrovati.html

Annunci