Punti di vista

Avete presente la scena del film “L’attimo fuggente” in cui il prof. Keating sale sulla cattedra per ricordare ai suoi studenti che bisogna guardare le cose da angolazioni diverse? Lo stesso vale per una città. “Osate cambiare, cercare nuove strade”: potrebbe essere il motto di qualunque Forestiero che abbia voglia di scoprire Torino, non limitandosi a pascolare il sabato pomeriggio in via Garibaldi. Il Forestiero che voglia cambiare prospettiva sulla città.

Come si fa, si chiederà il nostro Forestiero? La risposta, semplice, l’avremo sollevando lo sguardo verso il cielo limpido di questi giorni: salendo verso l’alto. Del resto, come si dice, per capire le cose bisogna sempre dare un’occhiata all’insieme.

Sono diverse le possibilità per godere di una vista insolita sulla città, osservandola da diverse altezze in base anche al proprio grado di vertigine. Dal momento che la meta principale per un qualunque Forestiero in visita a Torino è, a buon diritto, il centro storico, cominciamo da lì. Il punto panoramico più vicino è proprio su piazza Castello, precisamente in Palazzo Madama. Dopo una visita alle collezioni del museo, spostiamoci verso la torre panoramica che tramite un futuristico ascensore trasparente ci dà la possibilità di accedere all’ultimo piano, dove dai suoi 30 metri di altezza ci permetterà di affacciarci sul centro cittadino, la collina e, nelle belle giornate, le montagne. Se avete poco tempo ma non volete rinunciare a sbirciar fumare i mille comignoli di Torino, Palazzo Madama potrebbe essere una buona soluzione.

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Se invece avete un pomeriggio a disposizione e proprio non sapete come impiegarlo, ci si può spostare su via Po, dietro piazza Castello. Imboccando a sinistra via Montebello, si giunge alla Mole Antonelliana, simbolo della città e nota sede del Museo Nazionale del Cinema. L’imperdibile visita al museo potrà essere completata dalla salita alla cupola a 85 metri di altezza. Al Forestiero che voglia intraprendere l’ascesa si aprono due possibilità, entrambe valide quanto suggestive: la prima è l’uso dell’ascensore, anche lui in cristallo, che in meno di un minuto di traversata lo porterà al punto panoramico per eccellenza della città. La coda, soprattutto nei giorni festivi e nella bella stagione, è lunga ma scorrevole. La seconda è invece la salita a piedi attraverso i gradini presenti nell’intercapedine della grande cupola progettata da Antonelli che rendono la Mole il più alto edificio in muratura mai realizzato (167 metri); in questo caso si tratta di visite accompagnate, e si svolgono sabato, domenica e festivi, mentre l’ascensore è accessibile da martedì a domenica fino alle 20, il sabato fino alle 23.
Rimanendo sempre in centro, si è aggiunta recentemente una nuova opportunità per dare un’occhiata al centro dall’alto: la torre campanaria del duomo. Inaugurato lo scorso autunno, il percorso porta fino alla cella campanaria, che a occhio dovrebbe essere alta più o meno quanto la torre panoramica di Palazzo Madama.
Per i Forestieri più temerari, rimane ancora una tappa obbligata nel tour della Torino dall’alto: la Mongolfiera, un pezzo di belle époque nel cuore di Borgo Dora, vicino al Sermig, che permette di salire alla quota di 150 metri sul livello della città, per uno spettacolo che, mi dicono dalla regia (io mi fermo a Palazzo Madama, grazie), è mozzafiato.
ImmagineInfine, ancora due mete classiche. Rimanendo in zona centrale, non potrà essere dimenticata dal Forestiero una sosta sulla terrazza del Monte dei Cappuccini, che dalla rive droite del Po si affaccia su tutto il centro torinese e la catena alpina che si erge come quinta teatrale, fornendo impagabili scenari per il prossimo scatto instagram.
Non ci rimane a questo punto che allungare la strada, arrivare fino alla basilica di Superga, vero punto dominante su Torino, e perdersi nel panorama che si gode dalle terrazze del piazzale o, ancora meglio, dalla cupola della basilica.
Sarà paradossalmente più facile da queste altezze scoprire quei dettagli che sfuggono a chi rimane solo con i piedi per terra, che siano Forestieri o autoctoni, e che solo cambiando punto di vista diventano subito chiari. Non potremo che esserne Illuminati.

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