Coffee? Yes please

Inzia il disgelo, e siamo già in primavera inoltrata. I ghiacci si ritirano e i turisti escono dal letargo, il sole splende sulla città sfatando così il mito che a Torino piova sempre (non scherziamo: quella è Milano. Noi al massimo abbiamo la nebbia padana e lo smog).
Da dove partire? Io direi dal caffè. Iniziare al mattino con una tazzina di (buon) caffè è la maniera migliore perché la giornata prenda subito una bella piega. “Mica siamo a Napoli!”: è vero, ma il caffè non è male e, come sempre in questa città, si possono avere delle sorprese. D’altra parte, Torino ha una tradizione piuttosto illustre di caffè e di Caffè nel centro storico, dove avremmo potuto incontrare Cavour o Avogadro da Fiorio, in via Po, o nella stessa via, al Vassallo, ora Nazionale, si davano appuntamento i fratelli d’Azeglio, Santorre di Santarosa e Carlo Alberto, al Caffè della Perla in Borgo Nuovo stava lunghe ore a leggere De Sanctis, e potremmo andare avanti le ore, ma il nostro caffè intanto si fredda. Quindi, dove andare?
Per ragioni più che altro sentimentali, il primo posto che mi viene in mente è questo:
Mulassano. Minuscolo e accoglientissimo caffè belle époque sito in piazza Castello sotto i portici lato via Po, vi troverete solo uomini a servirvi il caffè. Le paste sono stratosferiche. Per i più temerari (del portafogli) ci sono anche dei tavolini. I tramezzini hanno l’aria davvero invitante (non li ho mai provati), e l’aperitivo italiano è nato qui: loro ci mettevano il tramezzino, accanto si vendeva il Vermouth, prodotto dal signor Carpano che abitava in Palazzo Asinari in via Maria Vittoria (la foto è dal blog torino daily photo). Fatevi poi spiegare cos’è il quadrante in alto a sinistra – no, non è un orologio, quello è a destra.
Sempre per questioni di affetto (perché io al caffè ci voglio bene), in via Monte di Pietà – che è proprio vicino a piazza Castello, dietro via Pietro Micca – troverete la pasticceria Venier, che oltre a servire ottimi caffè produce anche delle paste assurdamente buone.
Lì vicino c’è poi il caffè Lavazza, in via San Tommaso, nella sede dove il signor Lavazza alla fine dell’Ottocento aveva la sua drogheria. Un must per Torino.
Una colazione più lunga? Al Caffè Convitto, in via San Francesco da Paola, dietro via Po, servono delle torte buonissime.
Gli altri li lascio scoprire a voi: Ghigo, al termine di via Po, il San Carlo nella piazza omonima, Platti in corso re Umberto, il bar Elena in piazza Vittorio, il Caffè Roma in piazza Carlo Felice.. Uno diverso al giorno e, a parte l’ulcera da caffè, ci si potrà ritenere alquanto soddisfatti!

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4 thoughts on “Coffee? Yes please

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